Riprendiamo possesso dei vocaboli: “Femminismo” non è una parolaccia (e “femminista” non è un insulto).

Not Feminism

Ieri sera, parlando con un’amica, le ho sentito pronunciare una frase da infarto. Ci si beveva un caffé via Skype (ché neanche le distanze oceaniche possono fermare il bisogno di ciarlare) e si parlava di quanto fosse frustrante il fatto che, nel cinema, non ci siano ruoli veramente interessanti per una donna. Ci si consolava pensando che, tutto sommato, da qualche anno a questa parte le donne stanno prendendo in mano la situazione, buttandosi nella sceneggiatura e nella regia. Ché mica possiamo aspettare che ce le scriva qualcun altro, quelle parti. «Per fortuna» ho detto io «a Hollywood ci sono ancora delle femministe a cui i soldi non bastano: vogliono “addirittura” recitare». «Bah, il femminismo!» ha esclamato lei, stizzita e spiazzante. «Dio ce ne scampi!» Ma come, Dio ce ne scampi? «No, no,» ha proseguito, rincarando la dose «io col femminismo non ci voglio proprio aver nulla a che fare.» «Molto bene» ho detto io quando finalmente sono riuscita a riacciuffare l’embolo che mi stava partendo. «Allora licenziati.» Mi ha guardato basita dalla sua webcam. «Ma cosa stai dicendo?» «Licenziati» ho ripetuto serafica, rincarando la mia dose. «Senza il femminismo, tu non potresti stare in un ufficio.»

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“Good morning” un piffero: “No” alle colazioni silenziose!

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La scorsa domenica, Il Post ha pubblicato un articolo con dei dati agghiaccianti. Si tratta di cifre che mai mi sarei aspettata (o forse, tutto sommato, in fondo in fondo, tristemente, sì?) e che lanciano un forte segnale d’allarme. Una volta tanto non si tratta di dati riguardanti orrori quali femminicidio, vittime di guerra e tutte le altre nefandezze di cui il genere umano continua inspiegabilmente a rendersi capace come se nulla fosse. No, gli sconcertanti dati di cui parlo riguardano le abitudini mattutine in 8 grandi metropoli del mondo: Berlino, Londra, Mosca, Mumbai, New York, Parigi, Shanghai e Stoccolma.

 Diamo una rapida occhiata a queste cifre terrificanti:

  • Berlino:
    L’81% (delle persone) ritiene importante dare un abbraccio o un bacio al proprio partner, ma solo il 47% lo fa.
  • Londra:
    6 persone su 10 fanno colazione in casa. Il 18% di quelli che fanno colazione ogni mattina insieme a qualcun altro non si parlano.
  • Mosca:
    L’86% ritiene importante dare un abbraccio o un bacio al proprio partner, ma solo il 39% lo fa.
  • New York:
    L’83% ritiene importante dare un abbraccio o un bacio al proprio partner, ma solo il 48% lo fa.
  • Parigi:
    Il 77% ritiene importante dare un abbraccio o un bacio al proprio partner, ma solo il 30% lo fa.
  • Shanghai:
    L’82% ritiene importante dare un abbraccio o un bacio al proprio partner, ma solo il 25% lo fa.
  • Stoccolma:
    Il 78% ritiene importante dare un abbraccio o un bacio al proprio partner, ma solo il 48% lo fa.

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Orgasmi per tutti? Non sempre (ma ci piace lo stesso): In difesa di tutto ciò che non è orgasmo

 

Design created with: Canva.com

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Ah, il momento del climax. Che goduria. Lui che ti stringe come se avesse paura di lasciarti andare, tu che gli attorcigli le gambe intorno alla vita, i respiri che aumentano, il sangue che ribolle. E poi lui che viene dentro di te, e tu… tu che perdi il tuo orgasmo. Puff. Sparito nel nulla. Succede. Oppure: lui che ti stringe, tu con le gambe attorcigliate intorno alla sua vita, il respiro, il sangue, tu che ci sei, ci sei quasi, ci stai arrivando… e lui che d’improvviso si ritrae, per trattenere la sua eiaculazione, e tu che, di conseguenza, perdi il tuo orgasmo. Puff. Succede. Oppure ancora: lui che ti stringe, le tue gambe, il respiro, il sangue, lui che viene dentro di te, e tu… tu niente. Il piacere c’è, ma l’orgasmo non arriva. Succede.

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Il bacio: Spogliarsi, semplicemente.

Aladdin and Jasmine

Immagine: thedisneyprincess.tumblr.com

Tempo fa, per Angolo Donne, in forma anonima, avevo scritto un articolo sull’importanza del bacio. Oggi lo ripropongo sul mio blog, leggermente rielaborato in base alle mie esperienze negli ultimi anni, perché il post originale risale al 2012! Una vita fa in termini di maturazione sessuale e sentimentale, ed è proprio da questo sembrarmi che sia passata una vita che mi rendo conto che tutte le scelte che ho fatto finora sono quelle giuste e che quella che sto vivendo è una Relazione, con la R maiuscola e in grassetto, ché non sei in una relazione degna di nota se non cresci mai. E che fatica arrivare a concedermi una Relazione con la R maiuscola e in grassetto. Che fatica arrivare a convincermi che “Io valgo”, per citare la L’Oreal, e che ce la potevo fare e che fose, almeno un po’, una Relazione me la meritavo anche.

Ma sto divagando. Ripropongo l’argomento del bacio perché non si potrà mai sottolineare abbastanza quanto il bacio sia fondamentale in un rapporto. Continua a leggere

Siamo donne, non cani: Non fischiarmi dietro quando cammino

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Image: stopstreetharassment.org

Le donne non dovrebbero tollerare le molestie in strada o liquidarle come “solo un complimento”. E’ un falso mito, che siano solo un divertimento innocuo. Si tratta di potere e controllo — e, come so per esperienza personale, possono facilmente tramutarsi in violenza.

Oggi la pagina Facebook del movimento Se Non Ora Quando ha riportato l’articolo di Laura Bates, giornalista della testata inglese The Guardian. Io ve lo riporto tradotto e corredato, in calce, da qualche impressione personale. Perché ne abbiamo davvero abbastanza.

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